
Camminando tra gli stand della fiera della stampa 2026, la stessa domanda si ripete da uno stand all’altro: come si può polimerizzare più rapidamente senza incorrere in problemi di adesione dell’inchiostro o nel surriscaldamento del supporto? I nostri moduli lampada UV personalizzati hanno risposto a questa domanda in tempo reale, operando su presse offset, flexo, serigrafiche e persino rotocalco.
Cosa conta, tecnicamente
Abbiniamo l’emissione spettrale alla finestra del fotoiniziatore. Con i sistemi standard a vapori di mercurio, la linea a 365 nm consente un reticolamento profondo. Per film sottili e profili di polimerizzazione simili a quelli LED, 385 nm e 405 nm assicurano una polimerizzazione uniforme dalla superficie al volume con minore esotermia.
L’irraggiamento di picco è tarato sulla lunghezza della lampada e sulla geometria del riflettore, con un obiettivo di 800–1200 mW/cm² sul substrato. La densità energetica viene gestita tramite la risposta dell’otturatore e il tempo di esposizione, tipicamente 300–600 mJ/cm² per la maggior parte delle applicazioni sheetfed e narrow-web.
I riflettori sono dotati di rivestimenti dicroici per sopprimere l’infrarosso e mantenere stabile la temperatura della giunzione. In questo modo si ottiene una polimerizzazione ripetibile, evitando variazioni dovute alle oscillazioni termiche.
Perché funziona in pratica
Le dimostrazioni in fiera hanno evidenziato un punto chiaro: la stessa piattaforma lampada si adatta a diversi processi di stampa senza dover smontare la pressa. Le unità offset lavorano a temperature più basse a velocità di linea inferiori. La flexo può aumentare la velocità grazie a una polimerizzazione senza pin. Nei lavori serigrafici si polimerizzano depositi spessi senza ostruire la rete.
Il risultato è una riduzione dei tempi di cambio formato, meno scarti dovuti a polimerizzazione incompleta e un assorbimento energetico stabile e prevedibile. Abbiamo moduli che hanno superato le 5.000 ore di funzionamento con una perdita di output inferiore al 5%, a condizione che corrente di lampada e lunghezza dell’arco siano impostati correttamente.
I dettagli da non trascurare
La corrispondenza tra lunghezza della lampada, gap dell’arco e altezza focale del riflettore rispetto alla testina di stampa e al percorso del substrato è imprescindibile. Gli involucri in quarzo privi di ozono sono utili in spazi ridotti, ma richiedono comunque un adeguato flusso d’aria; in caso contrario la lampada si surriscalda e la sua durata si riduce.
Se il riflettore si ossida o l’allineamento della lampada devia anche di soli 2 mm, si può prevedere una perdita del 10–15% nell’irraggiamento di picco. Pianificare l’installazione tenendo conto della stabilità del riscaldamento della lampada e verificare la polimerizzazione con un radiometro spettrale, non a occhio o a tatto.